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Il Santuario
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| >> Il
Santuario
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La storia del paese coincide
in pratica con la storia del Santuario di San Vito Martire,
anche se importanti reperti archeologici, come vedremo in seguito,
confermano che il Capo Egitarso era meta di navigatori, mercanti,
artigiani e pescatori fin da tre - quattro secoli prima di Cristo,
per non parlare degli uomini che otto - diecimila anni fa vivevano
nelle . tante grotte di questo territorio, lasciando agli studiosi
interessanti testimonianze della fauna e della flora dei loro
tempi (pitture rupestri).
La leggenda narra che la fortezza sia sorta (anno 1450 circa)
quando la presenza di un eremita che viveva in odore di santità
richiamò a migliaia i pellegrini nella chiesetta; dopo
diversi interventi edilizi, la fortezza che cingeva la chiesa
assunse le sue dimensioni attuali: 104 metri di base, 16 di
altezza, mura dello spessore da un massimo di due metri e mezzo
a un minimo di venti centimetri. |
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La torre - come già detto - è più
recente, essendo stata costruita intorno al 1600, praticamente subito
dopo le altre torri di guardia costruite su progetto dell'architetto
fiorentino Camilliani, incaricato dal viceré Colonna di pianificare
le difese costiere dell'isola contro i corsari.
Ancor oggi è visibile in una nicchia ricavata sopra il portone
principale una statua di San Vito realizzata in pietra calcarea;
in origine questa piccola statua era collocata all'interno del cortile
che separava la fortezza dalla chiesa.
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La torre - come già
detto - è più recente, essendo stata costruita intorno
al 1600, praticamente subito dopo le altre torri di guardia costruite
su progetto dell'architetto fiorentino Camilliani, incaricato dal
viceré Colonna di pianificare le difese costiere dell'isola
contro i corsari.
Ancor oggi è visibile in una nicchia ricavata sopra il portone
principale una statua di San Vito realizzata in pietra calcarea; in
origine questa piccola statua era collocata all'interno del cortile
che separava la fortezza dalla chiesa. |
| Dell'originale chiesa di San Vito
Martire resta soltanto l'antico abside, attuale cappella di San Vito,
dove fa bella mostra di sé una splendida statua in marmo raffigurante
il Santo giovinetto, risalente alla fine del 1500 e attribuita al
famoso scultore Gagini; molto pregevole anche il bell'altare della
cappella restaurato intorno al 1780 con marmi di zona.
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| Secondo il professore Enzo Battaglia,
che al Santuario ha dedicato un interessante opuscolo, la distruzione
di quanto di bello c'era in questa chiesa non si deve ai corsari (che
spesso terrorizzati dalle sventure riportarono indietro quanto avevano
saccheggiato, con tante scuse al Santo), ma ad un parroco rozzo ed
ignorante che nel 1924 fece abbattere mura, marmi e financo una scala
interna in prezioso marmo delle montagne sanvitesi. |
Il Santuario è
ancora oggi molto frequentato, e in estate come in inverno i fedeli
accorrono a pregare la Madonna e San Vito, senza timore per le scorrerie
dei corsari e senza l'assillo di procurarsi una tenda sotto cui riposare.
L'esterno del Santuario è stato restaurato all'inizio del 1998.
Un cenno merita anche la Cappella di Santa Crescenzia, che sorge sulla
strada provinciale a circa tre chilometri dal mare. |
| Abbiamo già detto
che venne costruita dagli ericini nel XVI secolo nel punto in cui
secondo la leggenda - la Santa si girò per guardare la frana
che stava seppellendo il paese infedele di Conturrana. L'abitudine
di gettare pietre all'interno della cappella per scacciare le paure
('U scantu) aveva danneggiato l'edificio; un intelligente restauro
ha restituito alla cappella il suo fascino, che aumenta la notte alla
luce di potenti fari. In ricordo del martire giovinetto a metà
giugno si festeggia il Patrono del paese, con lo sbarco del Santo
sulla spiaggia, e la processione che attraversa le strade preceduta
dal rullo dei tamburi e seguita dai fedeli e dai turisti: lo spettacolo
offerto dalle barche che al tramonto fanno da scenario, con sullo
sfondo un mare splendido, all'arrivo di San Vito sulla spiaggia, lo
scintillio dei giochi pirotecnici, la natura pressoché incontaminata,
rendono questo appuntamento religioso folcloristico turistico molto
suggestivo.
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