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San Vito Lo Capo
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| >> San
Vito Lo Capo
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C 'è una sola strada che
porta a San Vito lo Capo e nella Costa Gaia.
Alla fine degli anni '70 il movimento ambientalista riuscì
a bloccare la realizzazione di una strada litoranea che avrebbe
unito la Costa Gaia a Scopello (dunque alla statale che viene
da Palermo), salvando dalla distruzione uno dei posti più
belli d'Italia, quello "Zingaro" che da lì
a poco sarebbe diventato la prima Riserva Naturale dell'intera
Sicilia, vanto della provincia di Trapani.
San Vito lo Capo dista trentotto chilometri da Trapani, e
poco meno di cento da Palermo, e per arrivarci - dopo avere
comunque raggiunto Custonaci - si deve passare per un borgo
il cui nome sembra pensato apposta per bene predisporre il
viandante: Purgatorio.
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Se
non è certo un inferno il territorio che ci si lascia
alle spalle, è sicuramente un paradiso quel che ci attende
appena passata la vallata del Biro.
Una contrada ridente ricca di alberi che in autunno forniscono
il migliore olio, Castelluzzo, un golfo dalle acque sempre placide
e inondate dal sole dove un'infinità di piccole "cale"
attendono le ancore delle barche, un paesino che sembra un presepe
da dove si possono ammirare i tramonti più belli del
mondo, Macari, e finalmente San Vito, annunciato da un'antica
cappella e dal bastione del Monte Monaco con il "pizzo
Mondello" che a seconda della predisposizione dell'osservatore
si trasforma in un prete in preghiera, o nell'enorme testa di
un cane lanciato in corsa.
A conti fatti e senza infrangere il codice della strada, Trapani
dista mezz'ora di macchina, Palermo poco più del doppio.
Che bisogno c'era della litoranea che avrebbe distrutto la costa
dello Zingaro, la perla di questo Paradiso?
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